Sono rientrati in Italia i due spezzini Giorga Lombardi e Lorenzo Diofili, arrestati in Cisgiordania mentre aiutavano i contadini palestinesi nella raccolta delle olive.
Ecco il loro racconto appena atterrati a Venezia questa mattina:
“Sono una volontaria di Asso pace – racconta Giorgia Lombardi – Palestina, anche l’anno scorso ero lì a raccogliere olive, come forza di interposizione per far sono una volontaria di Asso pace Palestina, anche l’anno scorso ero lì a raccogliere olive, come forza di interposizione per far per aiutare i contadini a raccogliere le loro olive nella loro terra, perché è questo che stavamo facendo. E rispetto all’anno scorso, quest’anno è diventata davvero molto più pesante la situazione. Sono molto più feroci, soprattutto i coloni, sono arrivati in tanti, armati fino ai denti con dei fucili che ci puntavano addosso, ci spintonavano. È stato pesantissimo, ma il focus vero è che la Cisgiordania è occupata con un apartheid tremendo, noi abbiamo subito violenza. con le fisiche e psicologiche, siamo sono due notti che non dormo, perché ci hanno di notte ogni 20 minuti ci svegliavano, ci urlavano, mi hanno spintonato e ho tutta la schiena rotta, mi fa tutto male il collo, le spalle. Mi hanno spogliata completamente, buttando in terra in una cella schifosa tutti i vestiti. Mi hanno tolto la fede, non me l’hanno ridata, la mia fede matrimoniale. E e la situazione è davvero pesantissima e noi abbiamo subito due giorni. Pensate i palestinesi che sono 80 anni che subiscono queste cose e non hanno la protezione internazionale. Loro sì che subiscono e hanno una una forza, una resistenza ecco. Noi dobbiamo imparare da loro. Io ho imparato tantissimo l’anno scorso, ho imparato tantissimo quest’anno perché loro hanno questa forza non violenta, questa difesa non violenta e insegnano tantissimo al mondo.“
Queste le parole di Lorenzo Diofili:
“Eravamo là a seguire la raccolta delle olive con Asso Pace Palestina. Eravamo di seguito, quel giorno lì, a un a un contadino, fondamentalmente dovevamo accompagnarlo nei suoi campi e dargli una mano. Avevamo appena cominciato quando sono arrivate sul posto delle delle persone in abiti civili armate che ci hanno circondato. Prima hanno fermato il lavoro che stavamo facendo, quindi hanno ribaltato le olive che avevamo già raccolto e ci hanno letteralmente, circondato, impedito di muoverci. Ripresi così come noi riprendevamo noi loro con i telefonini. E fondamentalmente ci hanno rapito, cioè sono state delle persone armate che ci hanno bloccato e ci hanno impedito prima di fare quello che stavamo facendo, una cosa perfettamente legittima, trovandoci nel terreno di questo signore.”



